Posso mangiare la pizza quando sono a dieta? 

Da sempre specifico che in un piano alimentare è possibile assumere con buon senso qualsiasi alimento. 

La pizza è un alimento e per questo può essere inserita in uno schema alimentare. 

È un prodotto molto semplice composto da farina, acqua, lievito e sale da cucina. 

È cotta al forno come il pane, friselle, fette biscottate e tanti altri prodotti farinacei che se saputi utilizzare bene possono essere assunti tranquillamente.  

Fatta questa premessa spero che tu abbia capito che è possibile introdurre la pizza nella tua alimentazione. 

Però ragioniamo un attimo perché voglio spiegarti un concetto che è la chiave del successo di tutte le diete del mondo. 

In questo caso sono due gli aspetti che reputo importanti che tu impari per poter gestire gli alimenti del tuo quotidiano.

Devi ricordare che: 

Fino a 30 giorni senza mangiare non si muore. Il corpo sopravvive se respira, beve acqua e dorme

Questo significa che quando assumi degli alimenti, spesso tali alimenti non sono realmente necessari alla sopravvivenza ma servono solo ad appagare la mente.  

Le calorie hanno la loro importanza e non contano solo quelle giornaliere ma la somma delle kcal settimanali e anche quelle mensili.  

Se assumi più di quello che serve al corpo aumenti di peso se assumi meno rispetto quello che serve al tuo corpo perdi peso. 

Già solo attraverso queste due osservazioni potresti riflettere e aprire un po’ la mente. 

Il problema non è la pizza ma è saper gestire la capacità di mangiare. 

Facciamo qualche ipotesi di un percorso alimentare dimagrante.  

Il tuo obiettivo è dimagrireBene!  

Hai due scelte: 

Imparare a controllare la tua capacità di gestire gli alimenti con flessibilità. 

Costringere la mente ad imparare che alcuni alimenti non sono necessari al tuo corpo. 

Se ti consideri una persona serena che ha già la capacità di gestire gli alimenti e non hai nessuna fretta per ottenere il tuo dimagrimento, allora puoi introdurre la pizza nel conteggio calorico della tua “dieta” già da subito. 

Sì esatto! Se conteggiata non c’è nessun problema. 

La cosa più importante se hai quel rotolino sulla pancia, sui fianchi, dietro la schiena o in un qualsiasi altro punto del tuo corpo, per far si che sparisca devi ridurre le calorie rispetto a quelle che servono al tuo corpo. 

Come fare? 

Come prima cosa devi conoscere le kcal di cui hai bisogno nell’arco della giornata e poi devi ridurle un po’ (leggi l’articolo riguardante il calcolo del metabolismo basale e del fabbisogno energetico).

Facciamo un esempio generico creando una media tra tutti gli uomini e le donne. 

Supponiamo che il fabbisogno energetico “medio” di un uomo e una donna corrisponda a 2000 kcal. 

Questo vuol dire che per ingrassare sarà necessario introdurre più di 2000 kcal e per dimagrire sarà necessario assumere meno di 2000 kcal.  

A questo punto il dimagrimento potrebbe essere dato dalla riduzione di 300-500 kcal dell’introito calorico nell’arco della giornata raggiungendo una media dalle 1500-1800 kcal. 

Adesso facciamo due conti: una bella pizza margherita da 350g (completa che riempie tutto il piatto) corrisponde a 950 kcal.

Tenendo in considerazione questi calcoli, come puoi notare una pizza margherita corrisponde a circa la metà dell’introito calorico che potrebbe essere necessario. 

Conoscendo come distribuire tutti gli altri alimenti nell’arco della giornata ed equilibrando l’utilizzo di carboidrati, grassi e proteine, ecco che il gioco è fatto. Puoi introdurre serenamente la tua pizza calcolata nello schema alimentare. 

Piccolo appunto! Al di là del fatto del piacere del gusto di una bella pizza all’italiana come solo noi la sappiamo fare, bisogna tenere in considerazione che il pomodoro è un alimento acido e di conseguenza è da evitare in presenza di bruciore di stomaco, gastrite e soprattutto in presenza di reflusso gastroesofageo.

Inoltre la mozzarella utilizzata sulla pizza contiene lattosio e purtroppo spesso è uno dei colpevoli delle problematiche gastrointestinali più comuni provocando gonfiore addominale, dolori addominale e anche diarrea. 

Ovviamente nonostante sia possibile introdurre la pizza in uno schema alimentare dimagrante non bisogna dimenticare gli effetti negativi che potrebbe causare se non assunta con il giusto criterio. 

La parola chiave è sempre buon senso.

Invece se sei una persona che non ha la capacità di rinunciare all’utilizzo della pizza allora sei una di quelle persone che per imparare la gestione degli alimenti dovrà allenare tale capacità.

Avere successo in qualcosa io lo abbino in due parole: impegno e “costrizione”.

Tutti i “veri” risultati derivano da un piccolo-grande impegno costante dato da una piccola-grande costrizione personale. 

Non puoi costruire un muro di mattoni se non cominci a mettere insieme mattone dopo mattone giorno dopo giorno.  

Non puoi imparare a leggere e scrivere se non impari tutte le lettere dell’alfabeto.  

Non potrai imparare una nuova lingua se non alleni l’ascolto, il parlato e la scrittura costantemente. 

Non manterrai le amicizie se non le coltivi costantemente. 

Non migliorerai la tua forza se non alleni i muscoli raggiungendo carichi sempre un po’ più alti. 

Tutto richiede impegno e “costrizione”.  

Esattamente per questo motivo se non hai la capacità di gestire gli alimenti, dovrai costringere la tua mente a rinunciare all’utilizzo della pizza per almeno quattro settimane senza compensare in altro.  

Al termine delle quattro settimane potrai renderti conto che sei sopravvissuto anche senza pizza e che in realtà non è un alimento fondamentale

Serviva solo ad appagare la mente e le papille gustative. Con questo non voglio dire che non dovrai mai più mangiarla ma voglio solo spiegarti che avere la capacità mentale di gestire il proprio quotidiano alimentare sarà la garanzia del tuo successo. 

Sarai contento quando “resettando” la tua mente e il tuo corpo ricomincerai a trovare un senso di benessere generalizzato che in realtà era sempre presente in te ma mascherato da un rumore di fondo che non riuscivi a percepire. 

Poi potrai gestire la capacità di scegliere di assumere la pizza invece di essere costretto mentalmente a mangiarla (quasi come se fosse un obbligo).  

Il mio consiglio è quello di ascoltare il proprio corpo comprendere se vi siano delle problematiche

Spesso è presente una leggera infiammazione cronica silente di cui non ci rendiamo conto semplicemente perché non percepiamo che mal di testa, gonfiore addominale, stanchezza, capogiri, stipsi, diarrea, reflusso ecc. ecc. sono dei segnali!

 Facciamo finta di non sentire e non capire. 

In questo caso “resetta” il benessere ancestrale del tuo organismo, dagli una pausa e non assumere gli alimenti che ti arrecano disturbo compresa la pizza se ti rendi conto di qualche suo effetto negativo. 

Quale può essere un effetto negativo? 

Spesso sento dire: “quando mangio la pizza la sera, mi sveglio per bere acqua e il giorno dopo mi sento gonfia/o e pesante come se non avessi digerito e se mi peso sulla bilancia già segna un chilo in più”.  

Ecco questo può essere un esempio.  

Dai una pausa al tuo corpo, te ne sarà grato anche se inizialmente sarà una “costrizione” mentale. 

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